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La storia a cura di Lisa Domenici
 
Nell'avventura, il Cam, a dispetto degli scettici, si gettò a capofitto. Le dieci stagioni consecutive, furono celebrate nel 1968, con comprensibile orgoglio, e con la consapevolezza di avere portato a Viareggio artisti celebri e sorprendenti rivelazioni. Così, ad esempio fu definito il ventenne violoncellista Franco Maggio-Ormezowsky, incluso nel primo cartellone dei concerti e tornato successivamente.
Di quelle pionieristiche annate, sono rimaste memorie incancellabili per la vita culturale cittadina. Nella galleria degli interpreti chiamati dal Cam, va sottolineata la ripetuta presenza della pianista fiorentina Omelia Puliti Santoliquido, in trio col violinista viareggino Arrigo Pelliccia e il violoncellista di origine russa Massimo Amfìtheatrof. I tre musicisti, insieme al violista Franco Antonioni, fecero parte del Quartetto di Roma, del quale il Cd riproduce la performance viareggina del 3 giugno 1963. Nei cartelloni del Cam, figurarono anche il compositore Enzo Borlenghi con lavori propri e una lussureggiante schiera di pianisti. Tra questi ricordiamo Nicolai Orlov, il trentenne Sergio Perticaroli vincitore del concorso Busoni 1952, e Giuseppe Postiglione «destinato a brillante avvenire, se un banale incidente non ne avesse tragicamente troncata la vita preziosa», come scrisse il critico Guido Marotti, tutti nel cartellone del I960. E ancora il ventenne Dino Ciani nel 1961, il trentenne italo-francese Aldo Ciccolini e Paul Baumgartner nel 1963, Arturo Benedetti Michelangeli nel 1964, Maria Tipo nel 1965, Nikita Magaloff e Arthur Rubinstein nel 1967, il ventisettenne Maurizio Pollini nel 1969, Joerg Demus nel 1972 e Bruno Canino nel 1976. Nel 1963 si esibì il ventiduenne violinista Salvatore Accardo, nel 1968 esordì a Viareggio il Quartetto Italiano e nel 1972 Severino Gazzelloni.
L'alto livello artistico raggiunto, fece da sprone agli ardimentosi del Cam, che decisero di continuare l'attività assumendo, per stare al passo coi tempi che cambiavano, una fisionomia associativa regolamentata da norme statutarie, indispensabile, tra l'altro, per richiedere contributi. Perciò il 1° luglio 1972, il Cam voltò pagina. Il cambiamento, però, apparve soltanto formale, perché le Stagioni continuarono a susseguirsi e le glorie del concertismo pure. Oltre alla cadenza primaverile, furono impegnati anche altri periodi dell'anno, con una rassegna dedicata alle giovani leve. Finché sul finire degli anni Settanta, arrivarono le prime avvisaglie che divennero preludio alla sospensione dell'attività dal 1982 al 1985.
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